nata nel 1984, è laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche ed è attualmente in formazione Magistrale in Psicologia Clinica e Dinamica e nel percorso triennale in Biopsicosomatica, PNEI e medicine integrate Medicina dell’Essere Terapeuta corporea, integra nel proprio percorso professionale e personale l’attenzione alla dimensione emotiva, corporea e relazionale dell’esperienza umana. La sua scrittura nasce dall’incontro tra memoria, ascolto interiore e desiderio di restituire voce alle parti rimaste in silenzio.
In questo libro esplora il tema dell’abbandono, della cura e del ritorno a sé, trasformando la storia personale in un percorso narrativo di consapevolezza e rinascita.
Da uno spazio sospeso e simbolico come quello di una stanza che “non aveva pareti, eppure sapeva di casa”, Gaia Vespi dà inizio a un dialogo profondo tra l’adulta Viola e Ninni, la bambina che lei stessa è stata. È una stanza interiore, nella quale i ricordi ritrovano voce e parti profonde di sé cominciano finalmente a sentirsi accolte.
Attraverso Viola, l’autrice ripercorre una storia segnata dalla malattia, dalla sensazione di solitudine, dagli abbandoni, dai lutti e dalle relazioni difficili. Mostra come la paura di disturbare, il bisogno di essere scelti e la tendenza a sacrificarsi per gli altri possano nascere nell’infanzia come strategie di sopravvivenza emotiva e continuare a condizionare la vita adulta.