Sentirsi a casa oggi è un lusso sempre più a rischio: costantemente sotto minaccia di venti contrari, per alcuni in modo invisibile ma tenace, per altri in modo evidente e drammatico. Le politiche neoliberiste, con i miti illusori della competizione e dell’autoimprenditività, le nuove povertà, le nuove guerre, il saccheggio del pianeta. Sono molti i venti contrari. E sempre più incerti e fragili gli appigli democratici cui aggrapparsi per non essere trascinati via.
È per questo che in queste pagine l’autrice ha voluto tornare alla “casa comune”: perché le sue travi e i suoi mattoni, le sue pareti e le sue fondamenta si traducono in parole dai significati potenti. Parole che non hanno affatto esaurito il loro ruolo nel passato ma che, al contrario, continuano a parlare all’oggi.